Condominio Web: Il portale N.1 sul condominio
Iscriviti alla
Newsletter
chiudi
Inviaci un quesito

L'abbattimento di alberi sani in condominio richiede l'unanimità

Quando manca la prova di un pericolo attuale o di una malattia irreversibile, il taglio delle piante comuni non può essere trattato come semplice manutenzione.

CondominioWeb Lex AI 
13 Mar. 2026

Se gli alberi condominiali sono sani, l'assemblea non può deliberarne l'abbattimento a semplice maggioranza per ragioni estetiche, per il fastidio da pollini o in presenza di un pericolo solo eventuale. Con la sentenza n. 586 del 4 marzo 2026, il Tribunale di Potenza ha ritenuto nulla la deliberazione che disponeva il taglio di tre cipressi comuni, sul rilievo che, in assenza della prova di una malattia irreversibile o di un pericolo imminente, l'eliminazione della pianta integra la distruzione di un bene comune e non un ordinario intervento manutentivo.

Il principio, però, va letto nel suo esatto perimetro applicativo. La decisione riguarda alberi sani o comunque non provati come pericolanti. Diverso è il caso in cui sia accertata, con adeguato supporto tecnico, una situazione di concreta pericolosità, instabilità o grave malattia: in tale ipotesi l'intervento può essere ricondotto alla manutenzione o, se del caso, all'urgenza conservativa, con un diverso regime deliberativo.

La vicenda

Un condomino ha impugnato una serie di deliberazioni aventi ad oggetto l'abbattimento di tre cipressi di alto fusto presenti nell'area comune. Il nucleo sostanziale della censura era chiaro: il taglio degli alberi non sarebbe stato giustificato da esigenze reali di sicurezza e, proprio perché incidente su un bene comune, non avrebbe potuto essere deliberato a maggioranza.

Sotto il profilo tecnico, la controversia ruotava intorno al reale stato delle piante. La perizia fatta predisporre dal condominio non descriveva, in realtà, un quadro di imminente pericolo. La stessa relazione parlava di uno spazio verde con alberi di alto fusto di circa 45 anni e di uno "stato fitosanitario … complessivamente buono", pur segnalando, con riguardo ai tre cipressi, segni di deperimento, chiome diradate, pregresse capitozzature, compromissioni estetiche e la possibile produzione di pollini allergenici.

Alla consulenza del condominio si contrapponeva la perizia di parte attrice, secondo cui i tre cipressi, pur segnati da potature inadeguate, presentavano uno "stato vegetativo complessivamente buono ed in evidente ripresa" e condizioni di stabilità ritenute soddisfacenti; inoltre, anche nell'ipotesi estrema di cedimento di uno degli esemplari, la conformazione dei luoghi avrebbe escluso, secondo il tecnico, danni a persone o cose.

La ricostruzione fattuale è stata incisa da un dato processuale decisivo: gli alberi sono stati abbattuti e smaltiti nel corso del giudizio, con conseguente impossibilità di svolgere una CTU diretta sul loro stato. Proprio per questo la motivazione attribuisce rilievo alla condotta del condominio, ritenendola contraria ai doveri di correttezza e buona fede processuale e traendone, ai sensi dell'art. 116 c.p.c., argomenti di prova sfavorevoli.

La decisione

La motivazione accoglie la domanda sul punto centrale e qualifica come nulla la deliberazione di abbattimento. Il passaggio decisivo è espresso in termini netti: "l'abbattimento di alberi sani costituisce distruzione di un bene comune e richiede l'unanimità dei consensi dei proprietari (1.000/1.000) e non la sola maggioranza".

Il giudice collega tale conclusione all'art. 1120 c.c., ritenendo che la soppressione di alberi di alto fusto sani non sia una mera attività di gestione o conservazione, ma una modifica distruttiva di un bene comune che concorre al decoro dell'edificio e al valore delle singole unità. In questa prospettiva, la delibera maggioritaria viene collocata sul piano della nullità, perché avente ad oggetto un contenuto giuridicamente non consentito nei termini in cui era stato approvato.

La sentenza, tuttavia, non formula una regola astratta valida per ogni abbattimento di alberi in condominio. Al contrario, precisa il presupposto che avrebbe potuto condurre a una soluzione diversa: "Solo se gli alberi fossero stati pericolosi, instabili, pericolanti e gravemente malati, sarebbero bastate le maggioranze previste per la manutenzione straordinaria". La ratio decidendi, dunque, non è l'intangibilità in sé della pianta, ma l'assenza di prova di un pericolo attuale e concreto o di una patologia irreversibile.

Coerentemente, la motivazione esclude che possano bastare elementi come il fastidio per le allergie o la mera compromissione estetica della chioma. Il Tribunale afferma infatti che "il pericolo solo potenziale o il fastidio per allergie da pollini o la pretesa 'bruttezza' della pianta dovuta a deturpazione da capitozzatura … non integrano lo stato di necessità e non sono certo motivi sufficienti per derogare alla regola della unanimità".

I riferimenti giurisprudenziali

La pronuncia si inserisce in un filone di merito che, quando l'albero comune non risulti realmente pericolante, esclude la sufficienza della semplice maggioranza. In questa direzione si collocano, ad esempio, Trib. Santa Maria Capua Vetere 24 gennaio 2024 n. 292, che ha qualificato l'abbattimento di alberi di alto fusto non pericolanti come rimedio estremo, e Trib. Savona 24 luglio 2024 n. 605, che ha ritenuto radicalmente nulla la delibera maggioritaria relativa a un albero non assistito da un rischio di caduta tale da imporne l'eliminazione; per un approfondimento, si vedano l'abbattimento di alberi non pericolanti e la delibera nulla per albero non pericoloso .

Va però ricordato il limite del principio. Cass. 1 marzo 2023 n. 6136 ha ribadito che l'abbattimento di alberi ritenuti pericolanti può integrare un intervento di manutenzione delle cose comuni, e non un'innovazione, sicché non è corretto estendere automaticamente la regola dell'unanimità ai casi in cui la pericolosità sia effettivamente accertata. Sul punto, è utile anche abbattimento alberi condominiali e quorum .

Si può quindi dire che il contrasto non riguarda tanto il valore degli alberi come beni comuni, quanto la prova della loro condizione concreta. Quando manca la dimostrazione di un rischio serio e attuale, prevale la lettura che considera l'abbattimento una distruzione del bene comune; quando, invece, il pericolo è provato, la fattispecie tende a essere ricondotta all'ambito conservativo o manutentivo .

Considerazioni conclusive

L'abbattimento di alberi sani in condominio non può essere giustificato con motivazioni generiche, estetiche o meramente prudenziali. Se manca la prova di una malattia irreversibile o di un pericolo imminente, la decisione assembleare incide su un bene comune in modo radicale e, secondo l'impostazione accolta dal Tribunale di Potenza, richiede l'unanimità dei consensi (per un approfondimento si segnala nullità per impossibilità giuridica dell'oggetto).

La portata del principio, tuttavia, resta legata a un presupposto preciso: gli alberi devono risultare sani o comunque non concretamente pericolosi. Se, invece, l'istruttoria tecnica dimostra che la pianta è instabile, pericolante o gravemente malata, l'abbattimento può assumere natura conservativa e seguire un diverso regime deliberativo.

**Questo commento è stato redatto con il supporto dell’intelligenza artificiale. Può contenere imprecisioni, incompletezze o interpretazioni semplificate.
Per approfondimenti o per ogni utilizzo, si raccomanda la consultazione del testo integrale del provvedimento.
Resta aggiornato
Iscriviti alla Newsletter
Fatti furbo, è gratis! Più di 100.000 amministratori, avvocati e condomini iscritti.

Ricevi tutte le principali novità sul condominio e le più importanti sentenze della settimana direttamente nella tua casella email.

Dello stesso argomento


Abbattimento alberi condominiali e quorum

Per la Cassazione, l'abbattimento degli alberi in condominio rientra nella normale amministrazione dei beni comuni.. Abbattimento alberi condominiali e quorum: fatto e decisione Gli oggetti del contendere