Condominio Web: Il portale N.1 sul condominio
Iscriviti alla
Newsletter
chiudi
Inviaci un quesito

Pec per amministratori di condominio, quand'è obbligatoria?

Quando è necessario per gli amministratori di condominio avere una casella di posta elettronica certificata? Scopri le eccezioni e le normative che regolano questo obbligo per le diverse categorie professionali.

Avv. Alessandro Gallucci 
04 Nov. 2020

È facile incappare nella domanda riguardante l'obbligo per gli amministratori di condominio di dotarsi di una pec, ossia di una casella di posta elettronica certificata.

È obbligatorio? Se si, quando?

Partiamo dall'obbligatorietà in generale; ad oggi la legge non impone di essere titolari di una pec, come avviene, ad esempio, per il codice fiscale o la residenza (con l'eccezione delle persone senza fissa dimora).

Ciò che alle volte è imposto è il possesso di una casella di posta elettronica certificata da parte di alcune categorie professionali.

PEC obbligatoria per legge, quando?

Prendiamo ad esempio i professionisti iscritti in albi: il decreto legge 29 novembre 2008 n. 185, convertito, con modificazioni, in legge 28 gennaio 2009, n. 2 all'art. 16, settimo comma, recita:

" I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata o analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6 entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

Gli ordini e i collegi pubblicano in un elenco riservato, consultabile in via telematica esclusivamente dalle pubbliche amministrazioni, i dati identificativi degli iscritti con il relativo indirizzo di posta elettronica certificata ".

In questo contesto il successivo comma 7-bis specifica che:

L'omessa pubblicazione dell'elenco riservato previsto dal comma 7, ovvero il rifiuto reiterato di comunicare alle pubbliche amministrazioni i dati previsti dal medesimo comma, costituiscono motivo di scioglimento e di commissariamento del collegio o dell'ordine inadempiente.

A loro volta i professionisti sono sanzionati a livello disciplinare per le inadempienze connesse a questo obbligo di comunicazione. Il medesimo articolo del decreto legge n. 185 prevede simili obblighi per le imprese; inizialmente l'obbligo riguardava le imprese in forma societaria, oggi anche quelle individuali.

Va detto che nell'ambito di un complessivo processo di digitalizzazione dei rapporti tra Pubblica Amministrazione e cittadini e più in generale della dematerializzazione delle comunicazioni, la legislazione incentiva da parte di tutti i cittadini e di ogni categoria professionale anche non obbligata, l'apertura di una casella di posta elettronica certificata.

PEC per amministratori di condominio

Gli amministratori condominiali, nell'accezione del termine connessa alla categoria professionale, non hanno alcun obbligo diretto.

Motivo?

L'attività di amministrazione condominiale non è attività che rientra tra quelle rispetto alle quali è previsto un albo o un elenco istituiti con legge dello stato, né l'esercente l'attività di amministratore deve necessariamente assumere incarichi in forma d'impresa (individuale o societaria).

Ergo: in quanto l'amministratore svolge un'attività professionale non regolamentata ex l. n. 4 del 2013, allora egli non ha l'obbligo di avere una casella pec.

PEC per amministratori di condominio iscritti in albi

La situazione cambia, evidentemente, se l'amministratore è anche un professionista iscritto in questi albi/elenchi.

Si pensi e sono tanti agli amministratori-avvocati, agli amministratori-geometri, agli amministratori-commercialisti ed ancora agli amministratori-ingegneri, ecc.

Tutte professioni che richiedono l'iscrizione in un albo o collegio e, quindi, tutti professionisti obbligati ad attivare un indirizzo di posta elettronica certificata.

Stesso discorso per le società di persone o di capitali che svolgono attività di amministrazione condominiale: anche queste sono tenute ad attivare una pec.

In buona sostanza l'amministratore condominiale non ha obbligo di attivare un indirizzo di posta elettronica certificata se non è anche un professionista o un'impresa tenuto a farlo in ragione di specifiche disposizioni di legge a ciò dedicate.

PEC per amministratori di condominio, cosa cambia se è attiva

Il fatto che l'amministratore condominiale sia titolare di un indirizzo di posta elettronica certificata non è di per sé indicativo di nulla.

È vero, se l'amministratore riceve una pec e come se ricevesse una raccomandata, su questo non ci sono dubbi.

Se però quell'indirizzo è inserito nell'elenco INI-PEC (Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico) allora la casella di posta elettronica certificata dell'amministratore condominiale assume il valore di un vero e proprio domicilio digitale, con la possibilità di essere utilizzato per le notifiche anche di atti giudiziari.

In buona sostanza poiché il domicilio del condominio coincide con quello del suo amministratore, ne discende che qualora s'intendesse notificare un atto al condominio con amministratore avente PEC inserita nel suddetto registro, allora il mittente potrebbe utilizzare questa modalità di comunicazione.

Resta aggiornato
Iscriviti alla Newsletter
Fatti furbo, è gratis! Più di 100.000 amministratori, avvocati e condomini iscritti.

Ricevi tutte le principali novità sul condominio e le più importanti sentenze della settimana direttamente nella tua casella email.

Dello stesso argomento