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Il condominio e l'eterna lotta tra il bene e il male

Rapporto tra l'amministratore ed il condomino, alcune considerazioni utili a farlo funzionare.

Paolo Traverso 
18 Dic. 2020

In tutte le storie c'è la luce e c'è il buio, c'è il bene e c'è il male e, molto spesso, si rischia di arrivare a questa situazione anche in ambiente condominiale.

Bisogna però rendersi conto del fatto che non c'è un bene e non c'è un male: ci sono soltanto dei punti di vista.

Cerco di spiegarmi meglio.

Il condominio è da sempre caratterizzato dall'astio tra amministratore e condòmini: si tratta di un conflitto ancestrale ma, più che altro, inspiegabile, perché è assurdo che ci sia questo livore tra il cliente ed il professionista che lo deve seguire, tra il condominio e chi lo deve tutelare, tra chi lo tutela e i tutelati stessi.

Ma si sa, il condominio è un ambiente strano!

Rapporto tra l'amministratore ed il condomino

Perciò, approfondiamo meglio questo rapporto tra l'amministratore ed il condomino, cerchiamo di capire perché sia così deleterio dal punto di vista professionale, per l'amministratore, e personale per entrambi.

Partiamo dal concetto di conflitto.

Il conflitto si genera nel momento in cui ci sono interessi contrapposti e ciascuna parte pensa che l'altro sia un ostacolo nel raggiungimento del proprio obiettivo, del proprio desiderio.

Perché c'è questo astio tra l'amministratore, chiamato a tutelare gli interessi del condominio, e i condomini che fanno riferimento proprio a lui con il fine di essere tutelati?

Al centro di tutto credo ci sia l'ego, tradotto come identità, come quell'interesse forte ed inconscio che ognuno di noi ha nel portare avanti la propria posizione e voler avere ragione, nel continuare ad insistere ed imporre il proprio pensiero. Purtroppo, questo atteggiamento non fa altro che acuire questo astio.

Come si fa allora a gestire il conflitto tra l'amministratore e il condomino?

Con la volontà e l'interesse da parte di entrambi.

Spesso ciò che rovina l'ambiente condominiale e crea rapporti tesi tra i condomini e l'amministratore è da una parte la superficialità del professionista stesso, dall'altra la presunzione che ciascuno ha nel considerare la propria posizione come l'unica plausibile, come la principale per la risoluzione del problema.

Questo porta inevitabilmente disagi, nervosismo e stress all'interno della compagine condominiale, nonché nel rapporto tra l'amministratore e il condomino.

Amministratore e condomino dovrebbero semplicemente trovare una posizione utile ed accettabile per entrambi, per cercare di arrivare alla risoluzione di questo conflitto.

Molto spesso l'amministratore non ha i poteri che gli vengono richiesti, poiché deve seguire una linea di principio e legale che non sempre rappresenta la via migliore per il proprietario di casa.

E allora come fare?

Entrambi devono smettere di voler avere ragione: per istituire una relazione efficace è necessario riflettere su una possibile risoluzione del problema, lasciando da parte la volontà di imporre il proprio pensiero. Purtroppo, questo molte volte non accade.

Smettere di voler avere ragione in ambito condominiale, così come nella vita, e iniziare ad osservare la situazione dal punto di vista dell'interlocutore, ci permetterà di essere più efficaci nel risultato che vogliamo ottenere, che in questo caso è la soddisfazione di entrambi dal punto di vista della gestione delle parti comuni, dell'effettuazione di un intervento, di un lavoro.

Questo conflitto è oggi diventato ancora più evidente, soprattutto se l'oggetto in questione è il superbonus 110%, a cui seguono le difficoltà che l'amministratore deve affrontare nel convocare un'assemblea.

Se ci mettiamo nei panni del condomino, il problema potrebbe essere la sua paura di perdere l'opportunità di accedere a questa agevolazione, da cui deriverebbe anche la sua insistenza per la convocazione dell'assemblea.

Se invece ci mettiamo nei panni dell'amministratore, il problema potrebbe essere rappresentato dalle difficoltà che incontra nell'organizzazione dell'assemblea stessa in questo periodo di emergenza sanitaria, che lo porta a rimandare tutto ciò che non è urgente, mettendo in primo piano la sua salute e quella dei condomini.

L'urgenza è però spesso relativa e soggettiva, perché deriva dall'interpretazione che ognuno di noi dà ad una determinata situazione.

È normale quindi che da una parte ci siano i condomini che continuano ad insistere perché vogliono l'assemblea e dall'altra l'amministratore che tenta di rimandare per evitare problemi più grossi rispetto a quello di non poter accedere ad un'agevolazione.

Nella situazione delicata e complicata in cui l'amministratore si trova ad agire, il condomino dovrebbe cercare di mettersi nei suoi panni, non pensare soltanto al proprio interesse e comprendere che il rallentamento del suo lavoro consueto non dipende da lui.

Questo però non avviene, perché l'interesse è principalmente concentrato sulla propria situazione e, dal punto di vista del condomino, i problemi dell'amministratore rimangono i problemi dell'amministratore.

A sua volta però, l'amministratore dovrebbe cercare di non sminuire la necessità del condominio di poter arrivare ad una decisione positiva o negativa (nel caso del superbonus) e dovrebbe continuare a comunicare con la compagine condominiale, per poter vedere soddisfatte le necessità del condominio stesso.

Arrivare ad un accordo di soddisfazione vicendevole significherebbe, per lui, instaurare conversazioni con i condomini per verificare quale possa essere l'urgenza e trovare una soluzione comune per riuscire a risolverla.

Potrai quindi comprendere come molto spesso il conflitto tra amministratore e condomino sia un qualcosa generato da loro stessi, che non è sostenibile professionalmente dall'amministratore e non è sostenibile personalmente da chi abita il condominio, perché mantenere posizioni rigide non permette la determinazione del problema, la risoluzione dello stesso e la soddisfazione della necessità.

Pertanto, l'invito che posso fare ad entrambe le parti è quello di provare a mettersi l'uno nei panni dell'altro, valutando quale possa essere una soluzione efficace che possa accontentare entrambi.

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