Condominio Web: Il portale N.1 sul condominio
Iscriviti alla
Newsletter
chiudi
Inviaci un quesito

Problema immissioni nel centro storico: due interessanti decisioni dei giudici amministrativi

Il disturbo da rumore arrecato da immissioni sonore moleste nell'ambito dell'acustica ambientale può essere riassunto in quello che è il concetto di normale tollerabilità

Dott. Giuseppe Bordolli 
26 Lug. 2024

Si ricorda che l'articolo 844 c.c. riconosce al proprietario il diritto di far cessare le propagazioni derivanti dal fondo del vicino che superino la normale tollerabilità. Il limite di tollerabilità delle immissioni rumorose non è mai assoluto, essendo influenzato dalla situazione ambientale, variabile da luogo a luogo in base alle caratteristiche della zona e alle abitudini degli abitanti.

Una volta accertata l'intollerabilità delle immissioni, viene in considerazione un fatto illecito rientrante nello schema dell'azione generale di risarcimento danni di cui all'art. 2043 c.c., la cui tutela risulta ulteriormente rafforzata dall'art. 8 Cedu (Cass. civ., sez. I, 23/05/2023, n.495).

In ragione del citato principio giurisprudenziale, è onere del danneggiato provare la presenza delle immissioni, nonché il superamento della normale tollerabilità.

Recentemente il problema si è spostare soprattutto nei centri storici dove si concentrano locali, discoteche, attività commerciali, meta abituale di giovani e meno giovani, di cittadini e turisti. Negli anni non sono mancate azioni di condomini residenti contro l'inquinamento acustico che sono sfociate in segnalazioni ed esposti e non è raro che in seguito a questi siano state comminate sanzioni ai locali.

Centro storico, bar e soluzione provvisoria ed "empirica" del Tar per risolvere il problema rumore

Un Comune decideva di revocare la Scia e il nulla osta acustico ad un noto locale (bar) del centro storico, dopo che gli agenti della polizia avevano rilevato all'interno dell'abitazione di un residente il superamento dei limiti di rumorosità.

Il fenomeno illecito si era già verificato in due precedenti rilevazioni effettuate dopo che altri condomini avevano segnalato lo stesso problema.

I titolari del bar impugnavano, avanti la Magistratura amministrativa, tale sanzione, eccependo che il rumore provenisse non dall'interno del locale, ma dalla "movida" esterna, per la quale non potevano essere ritenuti responsabili.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria (Sezione Seconda) ha accolto la domanda cautelare dei titolari del bar e per l'effetto ha sospeso l'esecuzione dei provvedimenti impugnati, ordinando che la porta del locale sia tenuta chiusa durante il periodo di apertura al pubblico dell'esercizio (Tar Liguria, sez. II, 26/04/2024, n. 74). I giudici liguri ha assunto una decisione temporanea per evitare che il locale, in attesa dell'udienza di merito fissata il 27 novembre, potesse subire mesi di stop, con conseguenti mancati introiti.

Apertura centro specialistico e macchinari rumorosi: i condomini protestano e il Tar interviene

Il contenzioso prendeva l'avvio dopo l'insediamento di un centro specialistico e diagnostico al piano terreno di un immobile sito in una zona con molti caseggiati nel centro di una città; in particolare esisteva solo un angusto distacco tra il fabbricato dove si trovava il nuovo poliambulatorio e altri immobili a destinazione abitativa.

In considerazione di tale situazione i condomini dei caseggiati vicini cominciavano a lamentarsi delle immissioni rumorose prodotte anche di notte dai macchinari serventi il raffrescamento della strumentazione (che erano stati collocati nei locali individuati come cavedio impianti e cavedio coperto impianti).

Un condominio vicino al polo sanitario avevano inoltrato più volte diffide al Comune per chiedere verifiche e documentazione sulla tollerabilità dei rumori provenienti dalla struttura. Successivamente gli stessi condomini si rivolgevano al Tar ritenendosi innanzitutto lesi dal silenzio serbato dal Comune in relazione alle diffide inoltrate alla P.A. relativamente alla tollerabilità delle immissioni sonore provenienti dai macchinari del poliambulatorio.

In ogni caso contestavano l'insediamento della struttura, tra l'altro, per la mancata valutazione acustica del progetto, in presenza di SCIA che negava la sussistenza di un problema legato alle immissioni sonore derivanti dai macchinari installati.

Il problema era che i titolari del nuovo centro per conseguire i necessari titoli ad avviare l'attività avevano presentato due SCIA nei cui allegati il riferimento alla rumorosità dei macchinari da utilizzare veniva delineato senza particolari indicazioni. Il condominio, quindi, chiedeva anche l'annullamento delle SCIA. Il Tar ha dato ragione ai condomini. Secondo i giudici amministrativi determinante è stata l'omissione da parte del titolare della struttura sanitaria privata della precisa descrizione dei macchinari previsti nel cavedio scoperto come in quello coperto.

Infatti, colui che vuole aprire una nuova attività e intende installare dei macchinari, senza descriverne la corretta ubicazione e la funzione, rende applicabile per tali profili la previsione dell'art. 75 del DPR 445/2000, che prevede la decadenza dei benefici per coloro che effettuano dichiarazioni incomplete o erronee nei certificati sostitutivi delle attestazioni di cui agli artt. 46 e 47 del DPR citato (Tar. Liguria, sez. II, 26/04/2022, n. 312). La possibilità di acquisire l'autorizzazione edilizia con la sola presentazione di una segnalazione certificata impone una precisione che non è richiesta nel caso in cui si ritiene di presentare una domanda che l'amministrazione dovrà esaminare nei tempi previsti dalla legge.

Del resto è giusto eliminare, laddove possibile, l'intermediazione dell'amministrazione, in particolare nella fase di avvio di un'attività.

La fiducia nel privato si fonda però sull'obbligo di comportarsi secondo buona fede e nel dovere di non suscitare intenzionalmente falsi affidamenti. Nel caso esaminato non sono stati descritti con la dovuta chiarezza i macchinari rumorosi, fatto che ha indotto in errore la PA.

Resta aggiornato
Iscriviti alla Newsletter
Fatti furbo, è gratis! Più di 100.000 amministratori, avvocati e condomini iscritti.

Ricevi tutte le principali novità sul condominio e le più importanti sentenze della settimana direttamente nella tua casella email.

Dello stesso argomento