L'imbrattamento, disciplinato dall'art. 639 c.p., consiste invece nel deturpare o sporcare un bene altrui senza comprometterne la funzionalità (il colpevole è punito a querela della persona offesa, con la multa fino a euro 309). Il danno è estetico o temporaneo, come nel caso di graffiti, scritte sui muri, vernice o escrementi.
Recentemente una persona aveva graffiato la facciata di un portone, lasciando segni visibili ma senza danneggiarlo strutturalmente. La Corte ha stabilito che si tratta di imbrattamento, perché il portone non è stato rovinato nel suo funzionamento, ma solo nell'aspetto estetico. Anche se l'alterazione si vede, non basta per parlare di danneggiamento vero e proprio (Cass. pen., sez II, 02/10/2024, n. 36753).
La Corte costituzionale ha chiaramente affermato che l'imbrattamento di cose altrui deve rimanere un reato anche nella sua forma più lieve, perché serve a proteggere il decoro urbano e l'interesse collettivo a mantenere pulito e ordinato il territorio.
Nonostante il danneggiamento semplice sia stato depenalizzato e trasformato in illecito civile, l'imbrattamento deve continuare a essere punito penalmente per contrastare fenomeni diffusi di degrado.
Ecco il motivo della decisione della Corte Costituzionale.
Il Tribunale di Firenze è stato chiamato a giudicare un soggetto accusato di aver imbrattato con materiale organico la porta e le pareti esterne di un appartamento situato in un condominio di una zona periferica cittadina. La porta e i muri sono stati sporcati non lesionati.
Il Tribunale di Firenze ha sollevato una questione di legittimità costituzionale sull'art. 639 del codice penale, che punisce il reato di imbrattamento di cose altrui, anche nella sua forma più lieve. Il giudice ha messo in dubbio la ragionevolezza e proporzionalità della norma, sostenendo che punire penalmente un fatto che non compromette la funzionalità del bene (come l'imbrattamento con materiale organico di muri e porta dell'appartamento di un condomino) sia eccessivo, soprattutto dopo che il danneggiamento semplice è stato depenalizzato e trasformato in illecito civile
In altre parole il Tribunale ha chiesto alla Corte costituzionale di valutare se sia legittimo mantenere la rilevanza penale dell'imbrattamento lieve, proponendo una possibile sanzione civile al posto della pena penale.
La Corte costituzionale ha spiegato che, anche se il danneggiamento semplice è stato trasformato in illecito civile, l'imbrattamento resta un reato penale perché il legislatore vuole contrastare il degrado urbano e tutelare il decoro delle città.
Del resto il legislatore il Decreto Sicurezza ha rafforzato l'art. 639 c.p. per contrastare il degrado urbano e le condotte dimostrative (es. proteste, eco-vandalismo), rendendo il reato di imbrattamento più incisivo e severo.
La nuova norma non considera più l'imbrattamento come una forma minore di danneggiamento, ma come un reato autonomo, che colpisce l'estetica e l'immagine pubblica degli spazi urbani.
Viene riconosciuta una dimensione collettiva del danno, che giustifica un trattamento penale più severo, anche in assenza di danni funzionali al bene.
